La storia affascinante di questa cassa di legno

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La cassa Malmusi & Gentili ritrovata nel vecchio deposito attrezzi- 1867 circa
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Malmusi&Gentili: stearineria (candele) e saponeria 1867

 

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Interno di uno dei negozi Malmusi e Gentili negli anni Dieci – Presa dal Sito Sala Borsa Pubbl. per gentile concessione Zappoli Thyrion
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Ingresso del negozio Malmusi e Gentili in via Lame ( Bo) negli anni Trenta – Presa dal Sito Sala Borsa Pubbl. per gentile concessione Zappoli Thyrion

 

La curiosità per gli oggetti storici e i ritrovamenti mi contraddistingue. Per questo ogni volta che mi capita tra le mani qualcosa appartenuto alla mia famiglia, cerco di ricostruirne la storia. Oggi mi è capitata tra le mani questa cassa Malmusi&Gentili datata probabilmente 1867-70, sepolta sotto strati di polvere e legna. Non avevo idea di cosa potesse essere ma una ricerca internet mi ha rivelato l’importanza che ebbe questa ditta di produzione di saponi e di candele per i bolognesi.

Ringrazio Marco Poli perché nel suo sito racconta questa storia:

“A Milano, il 27 novembre 1957, in via Regina Giovanna, aprì il primo supermarket italiano, quello con la esse lunga (e infatti poi la catena prese il nome di “Esselunga”) e a Bologna, in via Caprarie aprì il primo “negozio a libero servizio”, ovvero un “supermarket self service” sebbene di dimensioni non paragonabili a quelle degli odierni supermarket. (…) Ognuno doveva servirsi da solo prendendo i prodotti dagli scaffali e collocandoli in cestino di metallo per poi recarsi alla cassa per pagare il conto. L’idea venne ad un imprenditore bolognese appartenente ad una vera e propria dinastia di imprenditori che hanno scritto una importante pagina della storia economica della città. Si trattava di Domenico Gentili, discendente di quella famiglia che nel 1856 diede vita alla ditta “Malmusi e Gentili” che alcuni anni dopo avviò l’azienda per produrre candele e detersivi. In seguito aprì un famoso negozio di drogheria in via Cimarie angolo via Orefici che il 9 luglio 1902 fu distrutto da un tragico incendio nel quale persero la vita tre vigili del fuoco. Il negozio partì fra la curiosità di coloro che apprezzarono subito la facilità e la rapidità nelle scelte degli acquisti, e i prezzi migliori; e la perplessità dei consumatori tradizionalisti abituati al negozio “sotto casa”. L’intuizione di Domenico Gentili fu coraggiosa e portò Bologna fra le quattro città italiane ad avviare questa esperienza “pilota” che cambiò il futuro del commercio”.

Ora so dove compravano le candele i trisavoli per illuminare le notti buie lassù tra i monti. Magari passava la ditta stessa con una carrozza colma di altre casse come questa e pagavano con monete sonanti, oppure partivano loro verso la città a cavallo per tornare con un pezzetto di luce.

Chiara

 

2 risposte a "La storia affascinante di questa cassa di legno"

  1. Brava Chiara!!

    Bella ricerca , hai ricostruito un pezzetto di storia bolognese partendo da una fonte materiale che magari molti avrebbero ignorato .

    Alessandra

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    1. Grazie Alessandra! E’ molto appassionante questo genere di cose, purtroppo molte volte non trovo fonti in internet e bisognerebbe chiedere ad esperti difficili da contattare.

      Un bacione

      Chiara

      Mi piace

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