Il mistero svelato della…lacrima di Giobbe

I semi ritrovati a Casa Vallona
I semi ritrovati a Casa Vallona

Finalmente, grazie ad Alessandro della Banca dei Semi Antichi, abbiamo scoperto che cosa sono i semi che abbiamo ritrovato l’anno scorso nel granaio. Probabilmente erano usati dalla famiglia Vallona per fare delle collanine di rosario (come usava fare dalle informazioni raccolte sul web) , mia nonna ne possiede uno fatto probabilmente con questi stessi semi ed ora tutti i pezzi del puzzle combaciano. La storia di questa pianta é veramente curiosa e ci ha dato la voglia di provare a riprodurla benché non autoctona. Sentite qui cosa dice di essa Slow Food nella sua arca del seme antico:

“Nyeli (Coix lacryma-jobi), o lacrime di Giobbe com’è conosciuto in italiano, è un grano coltivato nel Sarawak, nell’isola del Borneo, tra i filari delle risaie. Si tratta di una pianta alta che misura 130-150 cm in altezza. Normalmente è seminata nel mese di settembre e si raccoglie nel mese di gennaio dell’anno successivo. La pianta assomiglia a quella del mais e custodisce semi a forma di lacrima che variano dal verde brillante al marrone scuro a seconda del grado di maturità. Nyeli è laborioso da coltivare e viene raccolto a mano. Il tegumento marrone scuro è rimosso mediante battitura e il grano è color crema o giallo, a seconda della varietà. Ha un aroma, una consistenza e un sapore caratteristici. Il popolo Iban della zona coltiva il nyeli come secondo raccolto di cereali insieme al riso. Come variante, lo cucinano con il riso o la polenta. Viene anche messo a bollire per circa 30 minuti in acqua, con aggiunta di zucchero o miele selvatico, e consumato come bevanda nutriente per il sistema digestivo. E’ noto anche per le sue proprietà medicinali e considerato benefico per la pelle e capelli. Nyeli è nutriente, ricco di aminoacidi, fibre, vitamine e minerali. Ha più o meno la stessa quantità di vitamina B e calorie del riso integrale, ma è più ricco di calcio e ferro. Ha il doppio della quantità di proteine rispetto al riso. Nyeli è comunemente coltivato in diversi paesi risicoli dell’Asia. Oltre all’uso alimentare, parti della pianta possono essere utilizzati in gioielleria come ornamenti in sostituzione delle perline. Gli agricoltori Iban hanno iniziato a coltivare il nyeli nelle risaie collinari nello stesso momento in cui hanno iniziato a coltivare il riso. Nel Sarawak, il nyeli viene coltivato principalmente per il consumo domestico, ma l’eccesso del raccolto viene venduto nei mercati comunitari. Dato che viene coltivato sui pendii collinari e richiede molto impegno e lavoro manuale, si teme che questa coltura, principalmente portata avanti dagli agricoltori anziani, possa scomparire se le giovani generazioni non la continueranno”.

(Fonte: Slow food)

Noi ci proveremo perché siamo curiosi!!

Chiara

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